La mia A.I.S. versus VINITALY VERONA 2025

Alcuni punti su cui mi sono documentata e focalizzata, durante Vinitaly 2025.

La 57ª edizione di Vinitaly, svoltasi a Verona dal 6 al 9 aprile 2025, ha visto l’Associazione Italiana Sommelier protagonista di una fitta agenda di attività, incontri e presentazioni che hanno delineato importanti direzioni strategiche e operative. La nostra Lounge AIS, situata nel cuore della manifestazione, ha ospitato numerosi eventi, affiancata da nostre partecipazioni significative in altri contesti della fiera. La presenza della nostra dirigenza nazionale, guidata dal Presidente Sandro Camilli, ha sottolineato l’importanza del nostro impegno durante la più importante fiera del vino italiana. Le giornate di Vinitaly sono state anzitutto un’importante occasione per sottolineare l’avvicinamento del 60° anniversario (1965-2025) della nostra Associazione. Abbiamo voluto ricordare insieme le nostre radici, ripercorrendo il momento della fondazione avvenuta il 7 luglio 1965 per mano di Jean Valenti, Gianfranco Botti, Ernesto Rossi e Leonardo Gerra, e l’adozione fin dagli esordi del tastevin come nostro simbolo identitario.

Sul fronte della didattica, abbiamo annunciato la prossima pubblicazione di un libro dedicato all’olio extra vergine d’oliva, strumento formativo per il progetto “Sommelier Astemio”, presentato insieme al Responsabile Lello Massa e al Consigliere Nazionale Giuseppe Baldassarre, a conferma del nostro impegno per la cultura di prodotto.

Le attività della terza giornata si sono concentrate sull’approfondimento culturale ed i processi di trasformazione ed evoluzione del vino, “Viticoltura storica ed eroica” ed abbinamenti cibo-vino, specificamente rivolta agli studenti del terzo livello dei nostri corsi. 

Alcune indicazioni utili per il settore della Ristorazione ed accoglienza turistica

Presso la Sala Tulipano, abbiamo presentato una selezione mirata di etichette dalla nostra guida Vitae 2025: i vini “Passepartout”. Abbiamo avuto il piacere di inaugurare questo apprezzato momento di assaggio alla presenza del Presidente di Verona Fiere, Federico Bricolo. I vini Passepartout, come noto, costituiscono una referenza preziosa per le carte dei vini dei professionisti della ristorazione, grazie alla loro dimostrata versatilità negli abbinamenti, e rappresentano al contempo una scoperta di valore per tutti i nostri soci. Queste quattro giornate di intensa attività a Vinitaly 2025 hanno confermato l’impegno dell’Associazione Italiana Sommelier su molteplici fronti. La valorizzazione della nostra storia si affianca alla costante ricerca di innovazione, sia negli strumenti offerti ai soci sia nei progetti formativi. Le collaborazioni strategiche, l’attenzione ai territori e l’impegno nel sociale rimangono pilastri fondamentali della nostra azione. L’Associazione prosegue così il suo percorso, forte di sessant’anni di storia e orientata a interpretare al meglio le esigenze future della professione e della cultura enogastronomica, forte anche della partecipazione attiva a manifestazioni centrali come Vinitaly. 

Una strategia per il settore turistico di alto profilo del nostro Bel Paese

Il mercato globale dei vini di alta gamma vale 30 miliardi di euro e cresce, trainato anche dall’alta ristorazione. L’Italia, con la sua qualità indiscussa, ha enormi potenzialità. Ma come trasformarle in leadership consolidata?

A fronte dell’unità e della chiarezza comunicativa francese, l’Italia sconta una tendenza alla frammentazione, figlia dell’individualismo ma anche dell’oggettiva complessità nel raccontare la sua straordinaria biodiversità (oltre 600 vitigni, più di 400 denominazioni), come sottolineato da Stevie Kim. Questa ricchezza, un “giacimento invidiato” secondo Zanella, diventa un ostacolo comunicativo che impedisce di “fare massa critica” sui mercati globali. Sebbene la necessità di unire le forze sia riconosciuta, specialmente per mercati come l’Asia, “reticenze interne” e divisioni frenano la creazione di una strategia coordinata, con il rischio, paventato da Barisoni, che l’enfasi sul “piccolo è bello” si traduca in debolezza dimensionale.  

Centrale nel dibattito è stato il ruolo dell’alta ristorazione, canale strategico dove i vini generano fino al 40% dei ricavi. Tuttavia, anche qui emergono complessità: dall’indifferenza di parte del mondo dei grandi chef verso il vino alla necessità di una maggiore professionalità del personale di sala.

Si è parlato di potenziare il ruolo di piattaforme come Altagamma per una promozione più coesa. Cruciale è l’investimento sul capitale umano, sia formando “ambasciatori” competenti nel mondo, sia puntando sull’efficacia dell’incoming per creare advocacy autentica. Non vanno trascurate le leve culturali, come il potenziale riconoscimento UNESCO per la cucina italiana, e la necessità di un cambio di mentalità verso una maggiore fiducia nei propri mezzi.

Vinitaly 2025

 

Conclusioni

L’appuntamento con Vinitaly ha la stessa funzione della agora della antica polis greca o del forum dell’antica Roma, punto di incontro, confronto, indagine di mercato che tocca e svela gli umori del settore del vino ma non solo, valorizza e ci ricorda con slancio le eccellenze italiane a tutto tondo. Esse gravitano attorno all’accoglienza turistica, ma riguardano la nostra consapevolezza culturale di Italiani, e sono strettamente connesse al benessere ed alla qualità della nostra stessa vita quotidiana presente, ma soprattutto dei nostri figli e delle generazioni che verranno.

Questo è il motivo che mi ha spinto quest’anno a partecipare all’appuntamento Vinitaly con mio figlio, e che ha rinnovato il mio entusiasmo ed il mio interesse a tutto il settore, vastissimo ed in piena e continua evoluzione.

Ma soprattutto intessuto di contatti e relazioni umane tra professionisti innamorati della nostra cultura e del nostro Bel Paese.

G. Parmeggiani

Pin It on Pinterest

Share This